1997 Reloaded è il titolo di esordio di Gaigo Studio, il cui team è formato da due sorelle che si sono prefissate come obiettivo quello di fondere letteratura, musica e immagini per esplorare nuove forme di narrazione. Ci saranno riuscite? Scopriamolo insieme all’interno di questa recensione.
Partiamo col dire che 1997 Reloaded, prima di essere un videogioco, è più un fumetto digitale. Infatti, i momenti in cui ci verrà chiesto di interagire si possono contare sulle dita di una mano; il suo scopo è prevalentemente quello di raccontare una storia e, se siete videogiocatori che amano il gameplay puro, probabilmente questo titolo non fa per voi. Se invece vi piacciono le visual novel, allora dovreste decisamente dargli una possibilità.
La trama di 1997 Reloaded ci farà vivere l’avventura di Federico, Marco e Shirley che, all’interno di un mercatino delle pulci inglese, trovano una vecchia segreteria telefonica. Come una capsula del tempo, l’oggetto ha conservato al suo interno un messaggio di ventisei anni prima in cui si chiede aiuto. Così, i tre ragazzi partiranno per gli USA in un viaggio che li porterà prima a New York e poi a Los Angeles, in cerca della verità dietro a quella strana incisione.
Lo stile artistico di 1997 Reloaded risulta volutamente sporco, con gli sfondi quasi abbozzati, mentre i protagonisti della scena restano sempre ben visibili e dettagliati. Questa scelta permette di focalizzare a colpo d’occhio chi e cosa stia compiendo l’azione, anche quando si rischia di andare troppo veloci nel cambio di scena. Per quanto ben fatta e leggibile, ho trovato la regia fin troppo semplice in alcuni frangenti: a momenti ricchi di pathos gestiti molto bene, dove il disegno riusciva a trasmettere al meglio le emozioni dei personaggi, se ne alternano altri meno riusciti per colpa di una scelta registica un po’ scolastica.
Per fortuna, nei momenti più toccanti, viene in aiuto la colonna sonora. Composta dalle stesse autrici, vede la partecipazione del talento vocale di Ken Gordon, Rosa Helena e Jessie Wagner (vocalist per Lenny Kravitz, Chic, Duran Duran) nel tentativo di riprodurre le sonorità tipiche dell’alternative rock anni ’90. Peccato, però, che la musica non accompagni ogni scena: in diversi momenti troveremo solo suoni ambientali a dare contesto. Un vero peccato perché, data l’assenza di doppiaggio, quello che si percepisce per alcuni minuti è semplicemente il silenzio.
Anche la trama, per quanto interessante, risulta altalenante. Ho trovato la storia dei tre ragazzi piuttosto sottotono rispetto alle parti dedicate ai flashback dei due amanti, che risultano decisamente più interessanti sia a livello di scrittura sia di regia.
Il team di Gaigo Studio ha preso una decisione piuttosto rischiosa: far parlare i personaggi nella loro lingua madre. Infatti, quando Marco e Federico parlano tra di loro lo fanno in italiano, mentre quando si rivolgono agli altri si esprimono in inglese. Anche tutti gli altri comprimari parlano inglese, tranne nei flashback, dove si può scegliere la lingua preferita. Pur comprendendo la scelta artistica, per favorire l’accessibilità al titolo (anche a chi non mastica l’inglese) avrebbe giovato l’inserimento di due modalità, una “fidelity” e una interamente in “italiano”, così da poter abbracciare un pubblico più vasto. Ovviamente queste sono solo considerazioni personali che non andranno a incidere sul voto finale.
Nota dolente per quanto riguarda il lettore vocale tramite IA: attivandolo si rischia di incappare in più di un errore di pronuncia, soprattutto con la lingua inglese, dando l’impressione che il programma sia stato impostato esclusivamente sulla fonetica italiana.




