• Login
  • Register
  • Edit Profile
  • User

Videogiochi Italiani

  • Home
  • Esplora tutti i Giochi
  • News
  • Recensioni
  • Provato
  • Italia Videoludica
    • Abruzzo
    • Basilicata
    • Calabria
      • Sedleo
    • Campania
      • Polyhedric Studio
    • Emilia-Romagna
    • Friuli-Venezia Giulia
    • Lazio
      • Morbidware Games
      • Invader Studios
      • Fantastico Studio
      • Turbolento Games
    • Liguria
      • Gaigo Studio
    • Lombardia
      • Milestone
      • Sgriusoft
      • Stupidi Pixel
      • we are muesli
    • Marche
      • Voxel Studios
    • Molise
    • Piemonte
      • 34BigThings
      • bit ManiaX
      • Rain Drop Dead
    • Puglia
    • Sardegna
    • Sicilia
      • Little Sewing Machine
    • Toscana
      • Whitesock
    • Trentino-Alto Adige
    • Umbria
    • Valle d’Aosta
    • Veneto
      • Duck Made of Wood
      • Imaginarylab
  • Editoriali/Interviste
  • Social
Home» Recensioni»In Their Shoes |Recensione

In Their Shoes |Recensione

Lorenzo Vizzari 30 Mar 2026 Recensioni, we are muesli Lascia un Commento

Facebook Twitter Reddit WhatsAppt Di Più

Recensione di una copia review. Il nostro Sistema di Valutazione.

In Their Shoes non è il classico gioco in cui vestiamo i panni di un eroe pronto a sacrificarsi per salvare il mondo; è, invece, un invito a conoscere la quotidianità di sette persone, con le loro fragilità e paure, in una Milano che dà tanto ma che, in certi momenti, sembra toglierti ancora di più.

We Are Müesli, casa di sviluppo nota per opere non convenzionali come Venti Mesi, è riuscita con In Their Shoes a rimanere fedele alla propria visione artistica, portando su schermo un titolo che spinge a riflettere e, soprattutto, a mettersi nei panni dell’altro.

All’interno del gioco vivremo le storie di sette personaggi, tutti caratterizzati con cura. Ogni vicenda è narrata da un paio di scarpe — sette in totale — che spaziano dalle semplici ciabatte alle più eleganti calzature con il tacco. Ogni paio ci racconta un frammento di vita, tra sfera lavorativa e privata, permettendoci di accedere ai pensieri più intimi dei protagonisti.

Queste storie si dipanano come se stessimo assistendo a una chat testuale, completa di balloon e sfondi minimalisti che suggeriscono l’ambientazione. Anche la colonna sonora Lo-Fi, arricchita da suoni ambientali, è studiata per conferire realismo alla scena, abbattere la quarta parete e farci vivere quei momenti come se fossero nostri.

Scelte e introspezione

Durante i dialoghi avremo la possibilità di prendere decisioni selezionando diverse opzioni. Per aiutarci nella scelta, potremo spendere un Token per conoscere il pensiero profondo del protagonista e capire la sua percezione degli eventi. Nulla è scritto nella pietra: le nostre decisioni influenzeranno l’evoluzione della storia e i futuri risvolti.

Una volta completate le storie, potremo posizionarle all’interno di una Timeline che copre un intero anno, dal primo giorno di primavera all’ultimo d’inverno. In questo contesto, Milano emerge come la vera protagonista: i sette personaggi a cui ci affezioneremo sono solo le diverse facce della città, una sorta di Giano bifronte metropolitano.

Un’opera divisiva e necessaria

Proprio come Giano, però, In Their Shoes presenta a mio avviso due volti contrapposti. Da una parte l’ambizione artistica, dall’altra una componente ludica che mostra qualche piccolo neo: la durata appare a tratti eccessiva e la narrativa risulta frammentata. Questo ritmo spezzato può rendere difficile empatizzare pienamente con i personaggi, poiché il racconto spesso si conclude proprio quando si inizia a stabilire una connessione, passando immediatamente alla storia successiva. Sebbene nulla vieti di seguire le singole vicende individualmente, ciò è possibile solo dalla metà dell’esperienza in poi; inizialmente, la disponibilità limitata di scarpe ci costringe a vivere più storie contemporaneamente, diluendo talvolta l’impatto emotivo dei singoli archi narrativi.

Queste criticità strutturali, unite alla sua natura di visual novel mumblecore, rendono il titolo non adatto a tutti. Si tratta di un sottogenere di nicchia, ma credo che l’intenzione del team sia proprio questa: non rincorrere il grande pubblico, bensì dialogare con chi è disposto a coglierne l’essenza più profonda.

È innegabile che si parli di arte: un’arte divisiva, a tratti provocatoria, capace di alimentare il dibattito per giorni senza che nessuno abbia necessariamente ragione o torto. In Their Shoes fa di tutto per risultare “scomoda” nella sua semplicità, affrontando temi complessi come la depressione o il poliamore. Il gioco normalizza sfumature della personalità umana che molti considerano ancora tabù, trattandole non come patologie, ma come parte integrante della quotidiana normalità.

Verdetto Finale

7.5/10
"In definitiva, In Their Shoes è un titolo difficile da recensire proprio perché sceglie di porsi come un’opera d'arte prima ancora che come un prodotto di consumo. Il suo obiettivo è spingerci a ragionare, impedendoci di "spegnere il cervello". È quasi certo che chiunque riuscirà a trovare punti di contatto con i protagonisti, ritrovando in uno o più di loro situazioni che sta vivendo in prima persona. Proprio per questa sua natura, ognuno di noi potrà percepire il gioco come un piccolo capolavoro o come un vero disastro. Tuttavia, ritengo sia mio dovere valutare l'opera anche per ciò che è tecnicamente: un videogioco. Per quanto mi sia appassionato nel conoscere e vivere la quotidianità di ogni personaggio, le criticità strutturali citate in precedenza risultano troppo impattanti sulla quality of life dell'esperienza. Per questo motivo, non riesco a promuovere il titolo a pieni voti. Se state leggendo queste righe, ricordate però che il mio voto rappresenta unicamente il mio punto di vista e non la verità assoluta su un’opera che, dopotutto, riesce a fare esattamente ciò che promette. Se amate il genere o cercate un’esperienza che sappia farvi riflettere, vi consiglio di dargli una possibilità: mettetevi nei miei panni e, alla fine del viaggio, scegliete voi il voto finale."
Badge Valutazione
Recensione we are muesli in their shoes 2026-03-30
Tags Recensione we are muesli in their shoes
Facebook Twitter Reddit WhatsAppt Di Più

Autori

Scritto da: Lorenzo Vizzari
Mi chiamo Lorenzo e il gaming è nel mio DNA fin da piccolo. Quella che era una semplice curiosità infantile è diventata una passione viscerale che oggi voglio vivere e raccontare insieme a voi. Benvenuti nel mio mondo.
Articolo Precedente

Panic Delivery: L’accesso anticipato sarà disponibile a breve

Articolo Successivo

V’s Rage | Recensione

Articoli Correlati

Escape from 8-Bit High | Recensione: Salva il mondo da zombi, alieni, uomini-talpa e professori nella nuova avventura grafica dagli autori di D3ad Hand

Escape from 8-Bit High | Recensione: Salva il mondo da zombi, alieni, uomini-talpa e professori nella nuova avventura grafica dagli autori di D3ad Hand

Nico 12 Ott 2026
Shoretiles | Recensione: Sopravvivi al calar della notte nel nuovo city-builder strategico di Voxel Studios

Shoretiles | Recensione: Sopravvivi al calar della notte nel nuovo city-builder strategico di Voxel Studios

Gianluca Stefanino 25 Set 2026
Roots in the Sky – The Hand of Glory 2 – il sequel dell’acclamata avventura grafica italiana |Recensione|

Roots in the Sky – The Hand of Glory 2 – il sequel dell’acclamata avventura grafica italiana |Recensione|

Nico 20 Ago 2026
Iscriviti
Accedi
Notificami
guest

guest

0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
  • Note Legali e Disclaimer
  • Privacy Policy
  • Chi Siamo/Contatti
  • SISTEMA DI VALUTAZIONE
  • Entra nel Team
© 2026 videogiochiitaliani.it - Tutti i diritti riservati.
Progetto amatoriale gestito da privati cittadini. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità fissa e non dispone di un Direttore Responsabile. Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001. I marchi, i loghi e i materiali dei giochi appartengono ai rispettivi sviluppatori e aventi diritto.
wpDiscuz