Omen Exitio: Hunger è il secondo capitolo della saga omonima creata da Tiny Bull Studios (gli stessi autori di The Lonesome Guild), che si presentano al pubblico con un librogame tutt’altro che scontato. Scopriamo insieme le caratteristiche di questo gioco.
Parliamo subito dell’elefante nella stanza: in questo titolo bisogna leggere, e anche tanto. Il gioco è infatti un vero e proprio librogame che permette al giocatore, in determinati momenti, di prendere delle decisioni: ad esempio dove andare o cosa dire in una specifica situazione. Ogni nostra scelta avrà delle ripercussioni e cambierà il corso della storia, fino ad arrivare – dopo circa otto ore di gioco – a uno dei cinque finali disponibili.
Omen Exitio: Hunger riesce inoltre a dare al giocatore la sensazione di non stare mai compiendo la scelta sbagliata. Questa percezione, conoscendo il genere di riferimento, mi è rimasta particolarmente impressa; mi aspettavo infatti che da un momento all’altro un passo falso avrebbe mandato tutto in rovina. Invece, i ragazzi di Tiny Bull Studio sono riusciti nel difficile compito di rendere queste transizioni estremamente fluide, tanto che durante la partita non si sente mai il bisogno di voler tornare indietro per riprovare.
Il gioco si divide prevalentemente in tre sezioni:
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Le scene di dialogo: dove dovremo leggere il testo e selezionare la risposta che riteniamo più logica quando ci viene richiesto.
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La scelta del luogo: avremo a disposizione un numero limitato di azioni da compiere prima di arrivare all’evento principale. Ognuna di queste scelte ci permette di visitare un posto differente e di incontrare personaggi diversi, spingendoci a calcolare molto attentamente chi o cosa visitare prima di far avanzare la trama.
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L’indagine sulla mappa: in determinati momenti l’interfaccia cambia per lasciar spazio a una mappa interattiva. Qui, in pieno stile punta e clicca, dovremo muoverci con il mouse alla ricerca di elementi chiave e indizi, analizzando l’ambiente come in una vera e propria scena del crimine.
Gli eventi di Omen Exitio: Hunger affondano le radici nella storia vera della New York del 1927: persone reali, luoghi reali e archivi di giornali dell’epoca vengono ricostruiti con meticolosa precisione prima di essere avvolti nell’orrore cosmico. Ed è proprio l’orrore il vero protagonista di questa storia. Noi impersoneremo Richard Pickman, un giornalista ed ex pittore che sta indagando su alcune auto rubate; suo malgrado, l’uomo scorgerà un’inquietante creatura intenta a nutrirsi del corpo di un bambino martoriato. È dopo questo orripilante incontro che ha inizio la nostra caccia al mostro, che ci renderà protagonisti assoluti dell’indagine, senza alcun tipo di aiuto all’infuori della nostra deduzione.
All’interno del gioco incontreremo diversi personaggi secondari, tutti molto interessanti e particolarmente tridimensionali, compresi quelli che all’apparenza potrebbero sembrare dei semplici passanti.
Ottimo, oltre alla scrittura, è il comparto audio: la colonna sonora, molto cinematografica, accompagna il giocatore riuscendo a fargli vivere realmente ciò che legge sullo schermo. Non ci sono poligoni o pixel, ma solo illustrazioni che accennano al contesto di ciò che accade; per il resto, è l’immaginazione di chi gioca a fare tutto il lavoro.




