Il team di REIMEI Studios si prepara al suo esordio con il playtest di Dungeon Rise, che abbiamo potuto provare.

Un brusco risveglio
Nelle viscere corrotte di un castello, nel Regno che ormai è sotto il dominio di una Divinità malvagia, un cavaliere si risveglia: questo è esattamente il punto di partenza in cui ci ritroviamo all’inizio di ogni partita al playtest di Dungeon Rise, dungeon crawler roguelike prodotto da REIMEI Studios. Da questa situazione iniziale dovremo esplorare corridoi contorti e camere oscure, cercando di risalire verso la superficie nel tentativo di restituire la luce al regno, lottando contro temibili mostri e contro un’oscurità che avanza istante dopo istante, pronta a punire il giocatore che sottovaluti la situazione.

Mai farsi trovare impreparati
Il core loop del gioco è semplice e diretto: all’inizio di ogni partita, l’intera zona è coperta da una maledizione, che può essere temporaneamente indebolita interagendo con una statua, che allo stesso tempo ci concede delle benedizioni, spendibili per potenziare le nostre statistiche o recuperare equipaggiamento in vari punti della mappa. Finite le benedizioni, si affronterà un mini boss, prima che il ciclo ricominci; dopo alcuni loop, il mini boss viene sostituito da un boss significativamente più forte, sconfitto il quale si potrà accedere al piano superiore, con il playtest che si conclude dopo il primo boss. Il grande protagonista di questo gioco, quindi, è il combattimento: i nemici sono punitivi, e affrontarli da impreparati significa quasi sicuramente perdere. Le battaglie sono a turni: nel proprio turno le opzioni che si hanno sono di attaccare o di usare oggetti trovati in precedenza, mentre nel turno avversario potremo scegliere di bloccare oppure di schivare, azione che richiede un certo tempismo nel sincronizzarsi al movimento nemico per evitarne l’attacco.

Un misterioso grimorio, tutto da scoprire
La base del gioco di REIMEI Studios, quindi, non è nulla di rivoluzionario a livello di meccaniche, ma a questa base semplice e intuitiva si aggiungono poi complessità create dalle diverse statistiche, dalle caratteristiche degli oggetti e dalle diverse condizioni applicabili da armi, oggetti o attacchi nemici; infine, in questo insieme si inseriscono anche le maledizioni, che possono completamente stravolgere una partita e costringere il giocatore a riadattarsi immediatamente. La natura roguelike del gioco implica che, soprattutto all’inizio, il giocatore si ritroverà in un turbine di elementi sconosciuti, che diventeranno più chiari mano a mano che armi, oggetti e condizioni verranno inserite nel grimorio, elemento cardine del gioco che contiene tutte le descrizioni degli elementi già scoperti nelle partite precedenti. In qualsiasi momento sarà possibile accedervi per recuperare conoscenze scoperte in passato, ma va detto in questo contesto che si sente la mancanza di un tasto rapido per aprire il grimorio, per il quale bisogna aprire il menu in-game, selezionare il grimorio e poi cercare l’oggetto desiderato nel mare di elementi ancora misteriosi al suo interno.

Un playtest limitato, ma…
Sebbene si parli di un playtest col chiaro obiettivo di testare prima di tutto le meccaniche legate a esplorazione e combattimento, non voglio sorvolare sul comparto tecnico e artistico di Dungeon Rise. La pixel art del gioco è estremamente piacevole, e il comparto audio cattura alla perfezione l’atmosfera dark fantasy di questo prodotto; inoltre, il gioco gira benissimo anche su Steam Deck, nonostante sia in una fase solo di playtest. D’altro canto, questo titolo al momento risente dell’assenza di alcuni elementi che migliorerebbero l’esperienza di gioco, primo su tutti l’assenza completa di un tutorial o di una spiegazione sulle diverse statistiche e su come queste influenzino esplorazione e combattimento, oltre al fatto che, come accennato, il grimorio non è comodissimo da navigare. Va detto, comunque, che queste negatività potrebbero essere semplicemente dovute alla fase di playtest in cui si trova il gioco, e potrebbero tranquillamente essere risolte nelle prossime fasi dello sviluppo.
Verdetto Finale
- Il gioco è tecnicamente a un ottimo punto, anche su Steam Deck
- L'atmosfera è ben fatta, e trasmette bene un senso di fretta e di oppressione
- Alcune meccaniche sono poco intuitive, forse anche dato che siamo in fase di playtest



