La demo del prossimo gioco di Fantastico Studio, Green Inferno, è qui: scopriamo assieme cosa ci aspetta nel nuovo titolo horror del team dietro a Placid Plastic Deck.

Una spedizione scomparsa in un’isola dell’Indonesia…
Un uomo, preoccupato, compone frettolosamente un numero a un telefono a gettoni. Si guarda attorno, furtivo, e i suoi sospetti sono fondati. Due figure, di cui distinguiamo solo le sagome, si annidano nell’ombra, con ordini chiari: non lasciare che la videocassetta in possesso dell’uomo arrivi a destinazione, costi quel che costi. Questo è il punto di partenza della demo di Green Inferno, nuovo titolo di Fantastico Studio previsto in arrivo per novembre 2026, in cui potremo giocare le prime scene del gioco finale: interpreteremo Paul, originale ricevitore della videocassetta, che però riceve del materiale diverso da quello previsto all’inizio: attraverso diverse scene faremo luce su quello che è successo a una spedizione scomparsa misteriosamente in una remota isola indonesiana.

Il misterioso contenuto della videocassetta
Il nuovo titolo di Fantastico Studio è un’avventura horror investigativa punta-e-clicca, che a livello di meccaniche strizza l’occhio a titoli cardine del genere come The Case of the Golden Idol: saremo messi di fronte a diverse scene, in cui raccoglieremo indizi sottoforma di parole, che poi useremo per cercare di completare delle frasi, per cercare di far luce sul macabro mistero della spedizione scomparsa. Sicuramente il gioco preferisce essere giocato con un mouse data la necessità di selezionare col cursore i diversi elementi sulla scena, ma Green Inferno non disdegna neanche la Steam Deck: la demo gira benissimo, concesso appunto che si usi il trackpad come se fosse un mouse, classico per molti titoli del genere su questa console.

È come se fossimo intrappolati nel più macabro dei film
Lo stile di Green Inferno è uno dei suoi punti di forza: in questo titolo l’horror viene reso, data la presenza solamente di immagini statiche, tramite uno stile molto sporco, con una pixel art macabra che mette in risalto gli elementi più crudi delle scene. Green Inferno si rifà al filone cinematografico del cinema d’exploitation, e vuole in particolare essere un seguito al film italiano del 1980 Cannibal Holocaust, diretto da Ruggero Deodato e considerato estremamente controverso per l’impressionante realismo delle sue crude scene: anche in Green inferno, sin dalla demo non saremo risparmiati da scene di corpi brutalmente uccisi, e la presenza di una tribù indigena di cui poco ci viene detto se non dei loro macabri rituali contribuisce alla creazione di un’atmosfera di costante inquietudine. Completano il quadro gli effetti sonori e visivi, scelti entrambi con cura per rendere l’idea di un mistero che viene scoperto tramite una videocassetta con materiale informatico degli anni ’80.

Cosa ci aspetta in Green Inferno?
Quindi, cosa ci si può aspettare da Green Inferno? La demo corre, e lascia col desiderio di giocare il titolo completo; rifacendosi alla pagina Steam, leggiamo che potremo sbloccare 3 diversi finali, basati interamente sulla nostra logica e non semplicemente su scelte diverse all’interno dei dialoghi. Resterà da vedere come si comporterà questo titolo con lo sviluppo della storia: nella demo non sono presenti scelte da compiere all’interno dei dialoghi, e per ora l’investigazione è semplicemente legata allo studio dei materiali all’interno della videocassetta. La demo permette di giocare i primi 30 minuti circa del titolo finale, e questo antipasto fa benissimo il suo lavoro: le domande che avremo quando comparirà la schermata della conclusione saranno tante, e non potremo fare altro che cominciare a contare i giorni che ci separano dall’uscita del gioco completo.
Verdetto Finale
- Una volta finita la demo, si vuole a tutti i costi che novembre 2026 arrivi presto
- La scelta della pixel art sposa benissimo lo stile cinematografico sporco del gioco
- Resterà da vedere come sarà il gioco completo, e fino a dove si espanderà l'investigazione



