Abbiamo provato MÖRK BORG Heresy Supreme, ultimo prodotto del team italiano Morbidware, da qualche settimana entrato in fase di Early Access.
Sull’orlo dell’apocalisse
Originariamente, MÖRK BORG è un GDR dall’atmosfera apocalittica, ambientato in un mondo morente e senza speranza; da questo nasce MÖRK BORG Heresy Supreme, ultima fatica del team italiano Morbidware che, sotto la supervisione degli autori del GDR originale Johan Nohr e Pere Nillson, sono riusciti a tradurre alla perfezione stile e atmosfera originali in un action RPG opprimente e spietato. Le meccaniche fondamentali dell’originale MÖRK BORG sono mantenute: il player dovrà creare un party di Cursed Walkers, combattenti maledetti e senza speranza, scegliendo tra diverse classi, per avventurarsi in un mondo generato semi proceduralmente nel tentativo disperato di rimandare l’inevitabile apocalisse; le meccaniche sono volutamente semplificate al minimo indispensabile, così da fare in modo che il focus del titolo resti sul combattimento e sull’atmosfera di desolazione di un mondo in cui la vita è molto, molto fragile.
Un action GDR difficile, quasi sleale
All’inizio di ogni partita ci sarà data la possibilità di scegliere il primo Cursed Walker del nostro party, scegliendo tra diverse classi (a oggi, Fanged Deserter, Gutterborn Scum, Esoteric Hermit e Wretched Royalty, sebbene sia già prevista in arrivo per Luglio la quinta classe, l’Heretical Priest), ognuna con le proprie caratteristiche positive e negative ma in grado di variare di partita in partita: infatti, quando si sarà scelta la classe, sarà anche possibile generare casualmente da zero le statistiche e le caratteristiche del Cursed Walker quante volte vorremo. In seguito, il gioco ci calerà nella città di Galgenbeck, dove potremo acquistare oggetti e successivamente reclutare altri Cursed Walkers e da cui poi ci sposteremo per viaggiare attraverso le Dying Lands. Ogni luogo che esploreremo sarà composto da diverse zone, in cui potremo trovare NPC con cui interagire, bottino da raccogliere, o, più spesso, nemici contro cui combattere. Nel corso delle battaglie potremo attaccare, difendere o scattare per evitare gli attacchi, e usare le abilità specifiche della nostra classe per far girare la fortuna dalla nostra sorte; inoltre, grandissima importanza viene data anche agli oggetti: sarà possibile, per ciascun oggetto, lanciarlo oppure mangiarlo (sì, anche quando l’intuito suggerirebbe di non mangiare un sasso, sarà possibile farlo), oppure nel caso di frecce e pergamene, sarà possibile attivarne l’effetto se si sta usando la classe corretta. E, a proposito di classi, se si ha più di un Cursed Walker nel proprio party, in un istante sarà possibile cambiare il proprio combattente attivo, anche nel cuore della battaglia; il gioco sarà scorretto e le battaglie spesso sembreranno impossibili: l’unico modo per sopravvivere nelle Dying Lands è sapere quello che si sta facendo.
Un’atmosfera heavy metal e opprimente
Il gioco punta tantissimo sul suo stile grafico e sulla sua capacità di creare un’atmosfera heavy metal e opprimente, e in questo senso questo prodotto è un gioiello, incapace di restare inosservato: i disegni sono sporchi e i colori ridotti al minimo, mentre la colonna sonora heavy metal e i curatissimi effetti sonori completano il quadro di un gioco inconfondibile. Inoltre, nota di merito per MÖRK BORG Heresy Supreme che ha superato a pieni voti, nella mia esperienza, il test su Steam Deck: lo stile a scorrimento laterale sposa benissimo la giocabilità su un handheld, e tolti alcuni testi un po’ piccoli e difficili da leggere (anche a causa del font scelto, che però si sposa alla perfezione con l’atmosfera del gioco), non ho notato bug di alcun tipo.
In MÖRK BORG la pietà non esiste
Le tematiche affrontate dal gioco sono crude, lo spazio per la pietà è inesistente: MÖRK BORG Heresy Supreme non è un titolo per chi cerca un’avventura leggera e speranzosa. E questa atmosfera opprimente si respira anche e soprattutto nel corso dei combattimenti, che occupano la maggior parte del gioco: mantenere in vita un Cursed Walker è difficile, e anche il minimo errore può portare alla morte contro un nemico che poteva sembrare debole o innocuo. In questo senso, però, mi sento di dire che il mantenimento dell’atmosfera opprimente passa anche per dei controlli poco responsivi. Le animazioni degli attacchi dei personaggi sono lente, e la stamina ridotta, e per quanto questo sia sicuramente un incentivo a ingegnarsi per usare al meglio ogni minuscola risorsa che viene concessa dal gioco al giocatore, in certe situazioni risulta soltanto frustrante, in quanto un’intera partita può essere compromessa da un singolo, minimo errore di valutazione. Certo è vero, l’intero senso del gioco è l’assenza di pietà di un mondo sull’orlo dell’apocalisse, ma ritengo che questo titolo beneficerebbe di maggiore rapidità in diverse animazioni in combattimento. Va detto, a questo proposito, che in questa fase di Early Access il team di Morbidware è estremamente attivo: il gioco già promette bene, ma sono certo che quando uscirà da questa fase di Early Access sarà persino migliore.
Verdetto Finale
- L'atmosfera che il gioco riesce a creare è perfetta
- Il gioco si presta benissimo alla Steam Deck
- A volte le battaglie risultano eccessivamente punitive, e i controlli sembrano poco reattivi







