Abbiamo provato la demo di Splatchinko, la nuova fatica di Fabio Taurisano (Stupidi Pixel), che fonde sapientemente meccaniche roguelike al sistema del pachinko. Scopriamo insieme in cosa consiste questo particolare titolo.
Gameplay e Atmosfera
Splatchinko si presenta fin da subito come un titolo che mette il gameplay davanti a tutto. L’estetica in pixel art richiama i cabinati delle sale giochi di fine anni ’90, dove bastava inserire una moneta per iniziare a giocare immediatamente.
Dopo aver scelto uno dei tre personaggi disponibili nella demo — ognuno caratterizzato da abilità peculiari e da un’estetica che ricorda un mix tra lo stile di Justin Roiland e un Beholder di D&D, il tutto reso attraverso una grafica 2D in pixel art decisamente ben fatta — assistiamo a una breve sequenza animata. Ci troviamo in un ristorante spaziale dove un “Cannavacciuolo munito di jet pack” serve ai tavoli; improvvisamente, il nostro compagno viene rapito e dovremo partire al suo salvataggio.
Meccaniche di gioco
Durante la nostra prova abbiamo assaggiato i primi aspetti del gameplay. Trattandosi di un roguelike, la demo permette di affrontare il primo livello scegliendo il percorso che riteniamo più opportuno. Al termine di ogni stage, potremo sbloccare potenziamenti sacrificandone altri, nel tentativo di creare una build efficace.
Il cuore del gioco, come suggerisce il nome, si ispira al famoso Pachinko giapponese. A sinistra dello schermo troviamo il nostro alter ego, a destra il nemico, e nel mezzo vari elementi interattivi. Il nostro obiettivo è far rimbalzare l’occhio del protagonista il più possibile, accumulando punti per infliggere il massimo danno prima che l’avversario ci sconfigga.
Tecnica e Prime Impressioni
Sebbene i primi livelli sembrino semplici, procedendo verso la fine della demo è necessario ponderare bene ogni mossa e giocare di strategia per evitare il game over.
Nota di merito per la localizzazione in italiano e per la varietà di filtri grafici (come il CRT o il monocromatico), che accentuano l’effetto nostalgia. Il gioco nasconde anche alcune piccole “chicche” citazioniste che vi strapperanno sicuramente un sorriso.
Sul fronte tecnico, sebbene il titolo sia fruibile con il controller, la navigazione nei menu non è sempre chiarissima, rendendo il mouse la scelta attualmente più precisa. Essendo un gioco ancora in fase di sviluppo, siamo certi che questo aspetto verrà affinato.
Verdetto Finale
- -Bella l'estetica anni '90
- -Gameplay semplice ed intuitivo
- -Avendo provato solo il primo livello, resta da capire come si evolverà il design degli stage successivi e se ci sarà abbastanza varietà visiva e strutturale per mantenere alto l'interesse.



