Recensione di una copia review. Il nostro Sistema di Valutazione.
Voxel Studios è un team di professionisti che, oltre allo sviluppo di videogiochi, offre supporto alle aziende fornendo servizi di outsourcing, applicativi VR/AR e app interattive. Dopo aver lavorato a The Bench (candidato agli IVGA 2026 nella categoria “Outstanding Experience”), lo studio ha pubblicato, con il supporto del publisher Noovola, Shoretiles, un city-builder che non ha nulla da invidiare ai pilastri internazionali del genere.
Il titolo ci catapulta in una realtà semplice da assimilare, ma al contempo misteriosa e affascinante: dobbiamo difendere Il Faro dalle creature mostruose che, al calar del sole, emergono dagli abissi. Se vi piacciono le atmosfere cupe di Dredge e il ritmo serrato di titoli come Thronefall, qui vi sentirete a casa. Per sopravvivere dovremo ampliare la nostra isola e fare attenzione a garantirne l’autosufficienza. Proprio per questo, nel corso della partita, sarà cruciale mantenere un certo bilanciamento tra la costruzione di abitazioni e campi agricoli e l’arruolamento delle milizia necessaria a difenderci.

Pianificazione e tessere: il ciclo diurno
Shoretiles integra anche delle meccaniche roguelite: ad ogni nuova isola sullo stesso salvataggio, infatti, potremo progredire sulla Mappa dei Progressi per sbloccare nuovi edifici e incontrare nuovi mostri. Una volta avviata la partita, ci vengono assegnate delle tessere da posizionare intorno al Faro per prepararci ad affrontare la prima notte. A questo punto entra nel vivo il vero e proprio game loop:
- L’arrivo del mercante sull’isola (dal quale acquistare nuove tessere)
- La fase di costruzione
- Il combattimento notturno contro i mostri
Diamo un’occhiata più da vicino a come funziona ogni singola fase.
Le tessere – o carte – ricordano i puzzle ambientali alla Dorfromantik e si dividono in Civile e Milizia. Le prime ci consentono di costruire Insediamenti e Fattorie, a loro volta suddivisi per colore. Collegando tessere cromaticamente affini, otteniamo bonus di produzione (come il grano) al passaggio del turno; risorse che reinvestiremo dal mercante per ampliare e fortificare l’isola. Le seconde ci permettono di rafforzare la Milizia, e costruire le mura per rallentare i Mostri.
Le opzioni strategiche sono davvero tante: oltre alle classiche abitazioni e ai campi agricoli, ci sono gli ospedali per curare le truppe post-battaglia, i boschi che rallentano l’avanzata nemica, le strutture idriche per trasformare le foreste adiacenti in campi coltivabili e molto altro ancora. Anche la scelta e il posizionamente delle varie Unità della Milizia richiede una attenta strategia: alcune unità sono più potenti, ma si muovono lentamente sull’isola, altre invece sono molto rapide negli spostamenti ma meno performanti in battaglia.
Da notare che, per generare risorse e soldati, è fondamentale collegare sempre almeno due strutture compatibili.

La difesa dell’isola: il combattimento notturno
Terminata la gestione economica e urbana, scende la notte e si passa all’azione. L’interfaccia in alto ci indica il numero delle nostre unità e l’esatta quantità di creature che ci attaccheranno in quel turno. Con l’avanzare dei giorni le ondate si faranno sempre più massicce e introdurranno nemici inediti, dotati di abilità e caratteristiche peculiari. Durante l’assalto, un po’ in stile Bad North, dovremo fare in modo che l’isola subisca meno danni possibile e che il Faro centrale resti in piedi: per riuscirci sarà vitale posizionare le truppe in maniera strategica e spostarle con tempismo per coprire i vari fronti violati dai nemici.
Abbiamo a disposizione anche una “pausa tattica“, pensata per permettere al giocatore di analizzare la direzione di provenienza dei nemici e schierare le truppe nel punto giusto prima che sia troppo tardi.

Un arcipelago avvolto nel mistero
L’esperienza utente è intuitiva, con tutte le informazioni necessarie ben visibili a schermo. Le meccaniche di base vengono illustrate attraverso un semplice tutorial e alcuni suggerimenti che, volutamente, si limitano a scalfire solo la superficie. Non è affatto un difetto, anzi: questa scelta sprona il giocatore a sperimentare, sbattere la testa sulle varie dinamiche e scoprire da solo le sinergie più efficaci.
A impreziosire il tutto c’è una lore legata all’ambientazione. Il gioco fa l’ottima scelta di non perdersi in inutili spiegoni, preferendo metterci di fronte a pochi e misteriosi personaggi – come il mercante – e lasciando a noi giocatori il compito di unire i puntini. Chi sono questi Mostri? Cosa è successo a questo mondo dal sapore anni ’60? È un approccio enigmatico che potrebbe funzionare, ma un qualcosa in più, già agli inizi, sul misterioso mondo di gioco sarebbe stata la ciliegina sulla torta di un ottimo titolo lato gameplay.

Atmosfera e ottimizzazione
Visivamente, l’atmosfera costiera ha decisamente il suo perché. Il titolo gioca su un affascinante contrasto continuo: di giorno le musiche e l’infrangersi delle onde ti rilassano, mentre di notte i toni si fanno cupi e subentra un’ansia palpabile.
Sul fronte tecnico il gioco è molto leggero. Giocato in portabilità su Steam Deck gira senza il minimo problema, anche se i controlli pad alla mano risultano ancora un po’ macchinosi (specialmente quando c’è da selezionare le truppe in fretta). Va detto, però, che i ragazzi di Voxel Studios sono attivissimi e stanno sfornando patch a raffica proprio per smussare questi spigoli. Nel giro di 20 giorni dal lancio hanno pubblicato 3 aggiornamenti che migliorano incredibilmente la Quality of Life del titolo.




