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Home» Recensioni»V’s Rage | Recensione
Illustrazione della copertina del videogioco 'V's RAGE', con il titolo rosa brillante. Al centro-destra, una donna bionda arrabbiata in camicetta e jeans impugna una padella come arma. Sullo sfondo a sinistra, un uomo muscoloso con una canottiera e una corona d'alloro brandisce una pala; al centro, una creatura con la testa di capra blu scatta un selfie con uno smartphone. Un maiale alato vola in alto. L'ambientazione presenta antiche rovine classiche sotto un cielo nuvoloso.

V’s Rage | Recensione

Gianluca Stefanino 03 Apr 2026 Recensioni, bit ManiaX Lascia un Commento

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Recensione di una copia review. Il nostro Sistema di Valutazione.

V’S Rage è un arcade ispirato ai grandi classici degli anni ‘80 e ‘90, che riesce a trasmettere perfettamente le sensazioni dei vecchi cabinati. La “Rabbia” di V mi è stata trasmessa mentre giocavo, e mi ha accompagnato anche una volta posato il pad: in questa recensione vi spiego il perché!

Un'illustrazione cartoon vibrante che mostra V, con denti aguzzi e sguardo furioso, che brandisce una padella in fiamme in un deserto di rovine greche. Tre nemici fauno sconfitti sono a terra con bolle di testo. HUD di gioco visibile con cuori, abilità e bolle di testo.
V scatena la sua rabbia contro i Satiri, nel primo livello del gioco, armata della sua padella.

Un mix di generi

​Il titolo di bit ManiaX si presenta in maniera molto semplice ma diretta al punto: vuole essere un arcade puro, vecchio stile. Appena si avvia il gioco risalta subito lo stile cartoon tipico di quel periodo, con disegni molto ben curati e colorati, che quasi stonano con la “cattiveria” della protagonista. V è una mamma che vede tutti intorno a sé, dal figlio al marito, giocare ai videogiochi anziché aiutarla con le faccende di casa.

​Logorata da questa rabbia e sentendosi sola nel mandare avanti la famiglia, durante la notte viene catapultata proprio dentro un videogioco. Per uscire deve finirlo: deve affrontare proprio quei titoli che odia tanto e che la fanno sentire isolata, visto che gli altri pensano solo a divertirsi.

​Così ha inizio V’S Rage. Il gioco è stato concepito per unire più generi, variando approccio tra un livello e l’altro pur restando nel contesto arcade: livelli brevi, power-up, stelle di valutazione a fine stage e pochi comandi. Il mantra è il classico “semplice da imparare, difficile da padroneggiare“. L’estetica colorata è accompagnata da ottimi feedback sensoriali rispetto alle azioni del giocatore, con scritte giganti e un sonoro incalzante per colpi ed esplosioni. L’alternanza tra livelli shoot’em up e beat’em up (e non solo) aiuta a cambiare continuamente il ritmo di gioco.

Screenshot di un videogioco d'azione spaziale 2D. Piccole navicelle stilizzate combattono in uno spazio pieno di pianeti colorati e stelle gialle. Si vede un'esplosione luminosa con il testo fumettistico "CRASH!". L'interfaccia mostra quattro cuori rosa in alto a sinistra.
Uno dei livelli shot’em up di V’s Rage

​Un arcade puro e duro (forse troppo)

​Il gameplay è ben pensato: si devono studiare a fondo i pattern di attacco dei nemici, boss inclusi. V ha la possibilità di bloccare gli attacchi o pararli premendo l’apposito tasto al momento giusto, una tecnica che permette di stordire i nemici ed ottenere un vantaggio tattico. Allo stesso modo, l’attacco in salto lascia gli avversari storditi, generando anche in questo caso un bel vantaggio; tuttavia, vista la semplicità nell’eseguire l’azione, questa mossa rischia di essere un po’ abusata in alcuni contesti. Le Boss Fight sono stilisticamente molto riuscite, offrendo design iconici e riconoscibili. Inoltre, la sensazione di varietà è garantita dalle molteplici fasi delle battaglie di fine livello, oltre che dal livello in sé (che, come abbiamo detto, tocca più generi).

​Nonostante il concept veramente ben pensato e lo stile artistico ispirato anche agli anime anni ’90, purtroppo il gioco non sempre riesce nel suo intento.

​L’eccessiva difficoltà sembra dovuta a una mancanza di dinamismo nel sistema di controllo. Sebbene sia possibile bloccare l’animazione di attacco per parare (Parry Cancel), le animazioni stesse sembrano durare troppo e il tempo di recupero di V tra un colpo e la possibilità di muoversi sull’asse Z risulta eccessivo.

La percezione della profondità è fondamentale: non poter correggere la traiettoria dell’attacco una volta avviata l’animazione porta a continui colpi a vuoto, a meno di non essere perfettamente allineati con il nemico (proprio come capita in giochi come P.O.W), ma qui l’animazione lenta ti impedisce di essere reattivo. Nelle fasi Run ‘n’ Gun, inoltre, l’impossibilità di muoversi sul piano mentre si spara rende il combattimento a tratti frustrante; l’animazione dello sparo include l’alzare l’arma, puntare e far partire il colpo. Un’animazione più rapida avrebbe potuto aiutare, qualora, per scelte di game design, non si volesse permettere di mirare in più direzioni. Le fasi in cui il gioco funziona meglio, non a caso, sono proprio quelle completamente in 2D come i livelli Shoot’em up.

Screenshot di un videogioco d'azione in stile cartoon. Una protagonista su una moto volante attraversa un deserto arancione mentre viene attaccata da un lungo serpente robotico azzurro con occhi rossi. In alto a destra appare il nome del boss "Sandsnake Jim" in uno stile graffiti.
La Boss fight contro Sandsnake Jim. Qui i colori dei colpi risultano troppo simili al fondale.

​Comparto Artistico e UX

​La soundtrack è molto varia, denotando una bella ricerca per non risultare ridondante e per essere sempre centrata con l’ambientazione del livello. Anche a livello di sound design le sensazioni trasmesse sono di buon livello: tra colpi, effetti sonori e distruzioni il lavoro svolto è più che buono.

​Tutto ciò, unito a un’interfaccia pulita e leggibile, aiuta il giocatore ad avere una schermata chiara nella maggior parte delle situazioni. In altre, invece, mi sono trovato più in difficoltà: gli sprite dei colpi avevano colori troppo simili a quelli del fondale, rendendo inutilmente ostico lo scenario. In alcune fasi shoot’em up, inoltre, per dare la sensazione di profondità sono stati inseriti oggetti sullo sfondo per i quali non si capisce se possano arrecare danno o meno, portando il giocatore a schivare elementi di scena che in realtà non interagiscono direttamente con lui.

​L’UX resta semplice, con pochissimi menu e tasti. Tuttavia, alcune accortezze, come un’anteprima del livello nel menu “Seleziona Livello” e una spiegazione più chiara sul sistema di valutazione con le stelle, avrebbero giovato non poco all’esperienza di navigazione nel titolo. Inoltre, ho trovato un po’ fastidioso il fatto che, una volta morti, appaia istantaneamente la schermata con “Continua”, “Ricomincia Livello”, “Esci”. Nella frenesia dell’azione questo può generare un missclick, portando a ricominciare il livello dall’inizio o a uscire quando invece si voleva proseguire.

Un’altra piccola nota da menzionare è l’assenza del salvataggio in cloud. Vista la natura del gioco, il titolo è perfetto da giocare su Steam Deck, ma non essendo possibile sincronizzare i salvataggi tramite Steam ci si ritrova di fatto legati al dispositivo scelto per iniziare l’avventura, a meno di non voler reiniziare tutto da capo.

Verdetto Finale

6.5/10
"Per concludere, V’S Rage è un titolo con uno stile artistico di tutto rispetto e un concept che può essere approfondito ulteriormente. Purtroppo sotto alcuni aspetti resta un titolo grezzo, ma sicuramente riesce a dare al giocatore quelle sensazioni da cabinato anni ‘90, soprattutto con il filtro dedicato!"
Badge Valutazione
Recensione bit ManiaX V's Rage 2026-04-03
Tags Recensione bit ManiaX V's Rage
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Scritto da: Gianluca Stefanino
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