Recensione di una copia review. Il nostro Sistema di Valutazione.
Whirlight – No Time To Trip, sviluppato da Imaginary Lab, è un’avventura grafica vecchio stile che attinge a piene mani dallo stile narrativo e artistico dei capolavori LucasArts. In questa recensione analizzeremo i pro e i contro di un titolo che riesce a essere tanto anacronistico quanto attuale.
VIDEORECENSIONE
Strade? Dove stiamo andando non c’è bisogno di… strade
In Whirlight vestiremo i panni di Hector, un inventore decisamente eccentrico che vive nella ridente Verice Bay. Durante un sogno onirico, Hector ha un’illuminazione per una nuova invenzione; una volta sveglio, decide di mettersi subito al lavoro per costruire quello che diventerà, a tutti gli effetti, un dispositivo per viaggiare nel tempo. Naturalmente, le cose non andranno come sperato: Hector si ritroverà trent’anni nel futuro, dove farà la conoscenza di Margaret, una giovane artista che lo aiuterà nei suoi esperimenti temporali.
Senza scendere in dettagli che potrebbero rovinare l’esperienza, la trama risulta ben scritta e mai banale, arricchita da scelte narrative piuttosto interessanti. Anche i personaggi, sia i primari che i secondari, sono caratterizzati con cura, capaci di farsi apprezzare grazie a linee di dialogo divertenti e spesso sopra le righe.
Lo stile Retrò di cui avevamo bisogno
Nulla è lasciato al caso: ogni oggetto o personaggio interagibile è stato inserito per un motivo specifico, che serva a far progredire la storia o semplicemente a contestualizzare l’ambiente. Il design delle mappe è ottimo e la scelta di utilizzare fondali 3D prerenderizzati (come nelle produzioni anni ’90) regala quel tocco rétro che gli amanti del genere apprezzeranno sicuramente.
Tecnicamente, il gioco presenta una buona modellazione 3D, gli scenari proposti risultano tutti vari e variegati ed anche quando per motivi narrativi ci si ritrova nella stessa città in un periodo temporale diverso, quest’ultima risulta per certi versi familiare ma allo stesso tempo completamente nuova con alcuni cambiamenti strutturali che si adattano al periodo che stiamo vivendo in quel momento. Il comparto sonoro è di ottima qualità, con musiche orecchiabili e ben contestualizzate. L’unica piccola pecca è la mancanza di una vera e propria “hit” capace di restare impressa dopo aver spento il gioco ed anche di un doppiaggio in italiano, che avrebbe sicuramente aiutato nell’immersione del giocatore, anche se il doppiaggio in lingua inglese risulta di altissimo livello con tantissime sfacciettature che come detto sopra rendono i personaggi sia i principali che secondari, memorabili.
Gameplay e Controlli
Il sistema di controllo di Whirlight abbraccia la tradizione più pura: il tasto sinistro del mouse ci permette di interagire con il mondo, mentre la rotella gestisce un inventario dinamico dove potremo combinare gli oggetti con la logica tipica delle grandi avventure punta e clicca.
Sebbene l’uso del controller e l’esperienza su Steam Deck risentano attualmente di un’interfaccia non ancora nativa — con icone e testi che meriterebbero una scalabilità maggiore per il piccolo schermo — si tratta di dettagli tecnici che passano in secondo piano di fronte alla solidità del game design. Imaginary Lab ha infatti compiuto una scelta coraggiosa: omaggiare l’epoca d’oro del genere eliminando ogni forma di paternalismo. Gli aiuti sono ridotti all’osso e il gioco evita saggiamente di “prendere per mano” l’utente. Questa volontà precisa sposta il focus sulla pura soddisfazione intellettuale, trasformando la risoluzione di ogni enigma in una gratificante vittoria personale, proprio come accadeva nei classici che hanno fatto la storia
Tutto molto bello ma…
Nonostante Whirlight sbagli veramente poco, qualche piccola imperfezione è presente. In alcuni frangenti, la risoluzione degli enigmi richiede una sperimentazione che può scontrarsi con animazioni un po’ lunghe; dover attendere che il personaggio compia l’azione più volte può risultare, alla lunga, talvolta frustrante. Anche gli enigmi non seguono sempre un ritmo uniforme: a momenti di puro genio si alternano passaggi più criptici, che potrebbero spingere a esplorare più a fondo prima di trovare la soluzione.
Tuttavia, è bene precisare che la percezione della difficoltà sarà soggettiva: il gioco mette sempre a disposizione tutti gli elementi necessari per risolvere i vari enigmi, rendendo ogni sfida logica e mai ingiusta. Si tratta, dunque, di dettagli minori che non intaccano minimamente l’eccellenza di un’esperienza capace di restituire la magia delle grandi avventure del passato.







