Willy Morgan and the Curse of Bone Town, titolo d’esordio di imaginarylab, ci porta in un’avventura
punta e clicca intrigante e cartunesca, ottima per i neofiti del genere anche se forse meno per i più
esperti, in cui Willy cercherà di svelare la verità dietro alla misteriosa scomparsa del padre Henry.
UNA MISTERIOSA LETTERA DAL PASSATO
In un giorno apparentemente come tanti altri, Willy Morgan riceve una strana lettera, inviatagli
da suo padre… Morto dieci anni prima. Nella lettera, il famoso archeologo Henry Morgan lo incita
ad andare a Bone Town, alla stanza 09 della locanda, dicendogli che toccherà a Willy finire ciò che
lui aveva cominciato, ma che dovrà stare attento e non fidarsi di nessuno. Da qui, quindi, comincia
l’avventura di Willy, che lo porterà a esplorare la misteriosa cittadina di Bone Town, facendo luce
sui misteri che avvolgono la scomparsa del padre e le ricerche che stava facendo prima di morire.
La lettera ricevuta da Willy si conclude con un avvertimento: non fidarti di nessuno. Senza
scendere nei dettagli della trama, queste parole risuoneranno durante l’intera avventura di Willy,
con il giocatore che dovrà fare attenzione alle motivazioni e agli eventuali secondi fini di ciascuno
dei personaggi. Presto, il nostro protagonista scoprirà che i misteri di Bone Town vanno molto più a
fondo di quanto ci si sarebbe potuti mai aspettare…
MECCANICHE SOLIDE, ENIGMI SEMPLICI
Il titolo d’esordio di imaginarylab si inserisce in pieno nel filone delle avventure punta e clicca:
tramite tasto destro e sinistro del mouse si potrà scoprire il mondo che circonda Willy,
rispettivamente scoprendo informazioni e interagendo con i diversi oggetti, mentre con la barra
spaziatrice si potranno evidenziare gli elementi della scena con i quali sarà possibile interagire;
infine, la rotella del mouse permetterà di aprire e chiudere un inventario da cui sarà possibile non
solo selezionare e usare i diversi oggetti, ma anche combinarli tra di loro per crearne di terzi,
sebbene questa meccanica venga in realtà in aiuto al giocatore non più di qualche sporadica volta
nel corso dell’avventura.
A partire dal capitolo iniziale, in cui l’obiettivo sarà trovare pezzi di fortuna per costruire una sorta
di bici per andare verso Bone Town, fino alle battute finali del titolo, quando la ricerca di indizi si
farà sempre più intensa, Willy Morgan and the Curse of Bone Town non va mai a cercare soluzioni
troppo complesse o intricate, e sebbene alcuni degli enigmi siano interessanti e validi per un titolo
del genere, il gioco è, parlando strettamente di difficoltà, molto semplice. La stragrande
maggioranza degli enigmi sono facilmente intuitivi, e quelli che non lo sono lo diventano grazie ai
suggerimenti dati dallo stesso Willy; questo ha un doppio effetto: da un lato rischia di essere
frustrante per chi cerca complessità e la soddisfazione di risolvere enigmi col proprio ingegno ma
dall’altro rende questo titolo scorrevole, a tratti quasi didattico per il genere dei punta e clicca. In
questo senso, molto apprezzata la presenza del viaggio rapido tra le diverse località di Bone Town,
così come della possibilità di accelerare i dialoghi tramite clic del mouse, elementi che
contribuiscono a rendere Willy Morgan and the Curse of Bone Town un titolo veloce e leggero.
BONE TOWN, CITTÀ SOSPESA NEL TEMPO
La stragrande maggioranza dell’avventura si svolge a Bone Town, fatta eccezione per un primo
breve capitolo che funge da tutorial e che si svolge nella casa di Willy, che ricevuta la lettera deve
prepararsi alla partenza; una volta giunti nella misteriosa cittadina, la scopriremo essere ormai
diventata poco più che una città fantasma, al punto che persino la locanda dove alloggerà Willy
avrà soltanto due stanze disponibili per i turisti. Lo stile grafico contribuisce all’atmosfera: la scelta
degli autori è ricaduta su un particolare 3D deformato, caratterizzato da sfondi prerenderizzati che
strizzano l’occhio a capisaldi del genere come i titoli di Monkey Island; il risultato è quello di
rendere Bone Town una città che risulta quasi sospesa nel tempo, rimasta incastrata tra un’antica
epoca piratesca e i giorni nostri. Il comparto audio, poi, si inserisce bene nell’atmosfera
contestualizzandola a dovere, sia per quanto riguarda le colonne sonore sia per quanto riguarda gli
effetti sonori; tuttavia, va ammesso in questo senso la colonna sonora si ferma alla sufficienza,
senza eccellere e senza restare particolarmente impressa dopo aver chiuso il gioco.
Discorso a sé va fatto poi per i dialoghi del gioco, che sono carichi di easter egg e rotture di quarta
parete, soprattutto nei momenti in cui è lo stesso Willy a parlare direttamente al giocatore quando
vengono effettuate azioni giuste o sbagliate; il gioco è, inoltre, interamente doppiato in inglese,
ma nonostante questo non posso dire di ritenere il doppiaggio o la scrittura dei dialoghi uno dei punti forti del gioco. In particolare, ritengo che proprio le battute del protagonista, Willy, siano
deboli: spesso cercano un umorismo che non riesce del tutto, alcune delle spiegazioni che il
protagonista ama dare di fronte a scelte sbagliate del giocatore mancano di senso o di ironia, e non
viene in aiuto di Willy il fatto che il doppiaggio manchi di personalità, aggravante pesante
considerando che il giocatore dovrà ascoltare la voce di Willy per la totalità dell’avventura.
UNA TRAMA INTRIGANTE, MA CHE NON BRILLA
La trama del gioco segue, appunto, Willy Morgan, in una caccia al tesoro al seguito di indizi
lasciati dal padre anni addietro. Nel corso dell’avventura esploreremo le diverse località di Bone
Town, ciascuna ben caratterizzata e disegnata, e incontreremo i diversi abitanti di questa città,
molti dei quali in possesso, anche a loro insaputa, di pezzi importanti del puzzle che si cela dietro
alla scomparsa di Henry Morgan. La storia è intrigante e non cerca mai di essere troppo
complessa, ma d’altro canto non è trascurabile il fatto che il grosso della trama e i suoi maggiori
colpi di scena siano incredibilmente ovvi e scontati. Non è difficile capire chi sia dietro alla
scomparsa del padre di Willy, e oltre a questo alcuni punti della trama risultano deboli, e diventano
poco credibili se ci si resta a pensare un pochino di troppo, soprattutto per chi è più navigato del
genere delle avventure punta e clicca e per chi ama le trame più intricate e complesse.




